English VersionVersione Italiana
Versione stampabile
Pubblicazioni 
Cerca

Dove Cercare:
Cerca Centri GILD
Cerca un centro accreditato nella tua città
Città o Provincia
Nome (Opzionale)
Notizie
 
 
Angioma
gruppo gild-ftp | 12 ottobre 2011 - 10:33 | 0 Commenti
 

Il termine generale di angiomi indica proliferazioni vascolari congenite o acquisite, caratterizzate da un notevole polimorfismo clinico ed evolutivo e da eziopatogenesi non ben definita.
La classificazione di Mulliken e Glowacki distingue angiomi in senso stretto (emangiomi infantili) e malformazioni vascolari, e l’International Society for Study of Vascular Anomalies (ISSVA) ha classificato tali patologie vascolari come ”Anomalie Vascolari” suddividendole in Emangiomi (iperplasie e tumori) e Malformazioni (forme semplici e  complesse, combinate e sindromi).
 Gli emangiomi infantili sono proliferazioni vascolari congenite o acquisite nei primi mesi di vita,. Essi si trovano nel 5-10% dei neonati anche se possono essere presenti alla nascita, tipicamente appaiono nelle prime settimane di vita e si espandono rapidamente. Si osserva una predominanza nel sesso femminile e una maggiore incidenza nei neonati prematuri. Mostrano una rapida crescita post-natale seguita da lenta involuzione, che può condurre a completa regressione. La risoluzione completa si verifica nel 40% dei casi entro l'età di quattro anni e nel 70% entro i sette anni. Si sviluppano per proliferazione delle cellule endoteliali accompagnate da formazioni di canali anastomotici pieni di sangue. Clinicamente possono essere distinti in superficiali e profondi, i primi sono lesioni di colorito rosso brillante, i secondi hanno una cute sovrastante normale e spesso una tonalità più bluastra ma entrambi sono caratterizzati da una massa morbida, liscia o lobulata, sessili o peduncolati e possono essere di qualsiasi dimensione da pochi millimetri a qualche centimetro. Le lesioni tendono ad espandersi in modo eccessivo rispetto alla normale crescita del bambino. Dovrebbero essere effettuate misurazioni accurate per documentare le modificazioni delle dimensioni, dato che vari approcci terapeutici sono spesso basati su una stima approssimativa della modalità di crescita. Le sedi più comuni sono il volto e il cuoio capelluto, ma può essere coinvolta ogni parte del corpo. Negli emangiomi le complicazioni possono essere date dall'impedimento di funzioni vitali, come ad esempio la formazione di ambliopia per una lesione di ampie dimensioni che interessa un solo occhio; l'ulcerazione delle lesione è relativamente frequente.
Le malformazioni vascolari (MV) sono proliferazioni vascolari congenite o acquisite, derivanti da errori dell’embriogenesi, caratterizzate istologicamente da elementi cellulari maturi e da crescita proporzionale all’organismo, senza tendenza a regredire
Sebbene le MV siano per definizione presenti alla nascita, alcune si manifestano nell’adolescenza o nell’età adulta. Le MV possono essere suddivise anatomicamente secondo il tipo di vaso interessato in sottogruppi: MV capillari, venose, arteriose e linfatiche; esse possono variamente associarsi dando origine a forme complesse. E’ importante anche differenziarle in  MV a bassa portata, le più frequenti, e MV ad alta portata (MV arteriose e le fistole arterovenose).
Le MV sono chiamate comunemente Port Wine Stain (PWS) e impropriamente “angiomi piani” o nevi flammei. Tranne casi eccezionali sono presenti alla nascita, persistono per tutta la vita e colpiscono i due sessi in uguale misura. La loro frequenza, se non si considerano quelli della linea mediana, è bassa (0,3%). Per la loro natura possono presentare associazioni patologiche. La causa non è imputabile comunque a traumi da parto dato che si manifestano anche nei cesarizzati. Le MV colpiscono la cute ed anche le mucose come chiazze di dimensioni variabili da pochi millimetri fino a più dermatomeri. Il capo è la regione più colpita.
Le più comuni MV sono le banali chiazze vascolari dei neonati chiamate anche “naevi flammei neonatorum” o “salmon patches” a localizzazione mediofrontale, palpebrale o nucale che si attenuano col tempo e non comportano disturbi estetici importanti. Le chiazze nucali sono, in alcuni paesi, talmente comuni da essersi meritate il nome di “morso delle cicogna” (“stork bite”). Si riscontrano fino all’80% dei  neonati caucasici e sono da considerarsi parafisiologiche. Altrettanto si può dire della chiazza mediofrontale, delle teleangectasie palpebrali (comuni) e di quelle interscapolari e sacrali (meno comuni). Se le chiazze sacrali sono accompagnate da nevi o fistole o noduli posso essere associate a malformazioni come la spina bifida. Le chiazze vascolari mediane si rendono poco visibili già dopo il primo anno d’età anche se teoricamente sono persistenti. I PWS e, in particolare, le MV laterali costituiscono invece un disturbo estetico ingravescente: il colore, quasi sempre rosa alla nascita, col tempo si scurisce diventando rosso o addirittura violaceo. Ma, ancora più importante, esse possono essere facilmente una spia di anomalie malformative complesse. 
Dal punto di vista istopatologico le MV sono formate da capillari ectasici del derma, senza ipercellularità né proliferazione endoteliali. Secondo numerosi studi le MV sarebbero il risultato di un deficit di innervazione simpatica dei vasi; in altre parole sarebbero vasi anatomicamente normali ma funzionalmente dilatati perché privi del normale tono per un difetto anatomico stabile.
 
TRATTAMENTO LASER
 
Negli ultimi anni per il trattamento delle lesioni vascolari, sono stati realizzati numerosi sistemi laser con differenti modelli che variano a seconda della sorgente utilizzata: 

Dye laser 585,595nm
ND:Yag 1064nm
KTP 532nm
Diodo 810,940nm

L’ossiemoglobina è il principale cromoforo per queste lunghezze d’onda , pertanto l’energia assorbita determina un danno termico mirato alle strutture vascolari. La possibilità di programmare il tipo di trattamento (scelta della sorgente, durata dell’impulso, fluenza, diametro dello spot) in relazione al colore, al calibro ed alla emodinamica della dilatazione vascolare è essenziale per ottenere un efficace trattamento di anomalie vascolari e ridurre al minimo il rischio di esiti cicatriziali indesiderati.     
 
Condividi articolo con: