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Rimozione dei tatuaggi
gruppo gild-ftp | 13 ottobre 2011 - 12:07 | 0 Commenti
 

I tatuaggi sono lesioni pigmentate cutanee dovute a materiale colorato, introdotto deliberatamente nel derma o penetrato accidentalmente. I tatuaggi decorativi sono più o meno diffusi in quasi tutti i paesi e la scelta individuale del disegno deriva spesso da fattori psicologici. I pigmenti comunemente utilizzati sono: carbone (nero-blu), cinnabar o colori vegetali (rosso), sali di cobalto (azzurro), sali di cadmio (giallo), sali di ferro (bruno), sali di cromo (verde). Le complicazioni dei tatuaggi decorativi sono ora piuttosto rare ma è possibile, attraverso la tecnica della loro esecuzione, la trasmissione di tubercolosi, epatiti, lebbra, infezioni piogeniche, sifilide, verruche virali e altre virosi. Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità localizzate e/o generalizzate al cinnabar , al cobalto, al cromo, al manganese, e reazioni di fotosensibilità al cadmio. Inoltre è possibile osservare talvolta nel loro contesto il fenomeno di Koebner in malati affetti da psoriasi o da lichen planus. I tatuaggi accidentali più comuni avvengono per contaminazione di ferite conseguenti a incidenti stradali. Raramente si osservano tatuaggi da fuliggine (dall’uso di aghi arroventati alla fiamma), tatuaggi da agenti terapeutici topici (sali di ferro utilizzati localmente possono produrre pigmentazioni cutanee transitorie o permanenti di colore rosso-bruno, quelli d’argento danno la cosidetta argiria), tatuaggi da amalgama (dovuti al deposito di un composto di argento, stagno e mercurio, utilizzato comunemente nella terapia odontoiatrica, e si presentano come aree di colore grigio o grigio-nero o blu situate soprattutto sulle gengive), tatuaggi usati dai radioterapisti, per segnare i campi cutanei irradiati, sono eseguiti con inchiostro di china e si presentano solitamente come piccole macule blu o nere tondeggianti.

TRATTAMENTO LASER
Si utilizzano laser Q-switched che emettono impulsi di durata brevissima (nanosecondi) con potenze di picco nell’ordine dei megawatts. La scelta della lunghezza d’onda (guidata naturalmente dall’affinità per i cromofori) varia in rapporto alla localizzazione più o meno superficiale del pigmento( ad esempio uso del laser Nd:Yag 1064 nm Q-switched per il colore nero situato piuttosto in profondità nel tessuto). I colori più usati nei tatuaggi sono il nero, il blu ,il verde ed il rosso. Inoltre occorre considerare l’impiego sempre più crescente di pigmenti usati per trucchi permanenti, quali il rosa carne e il bruno. Il blu e il verde hanno uno spettro d’assorbimento molto simile, con un picco per le lunghezze d’onda comprese fra 625 e 755 nm. Il rosso, l’arancione, il bruno e il viola invece interagiscono bene con le lunghezze d’onda più brevi di 570 nm, mentre i colori “carnei” vengono intercettati bene da lunghezze d’onda più brevi di 535 nm. Infine, il giallo riflette purtroppo le lunghezze d’onda superiori a 520 nm. L’esatta conoscenza delle capacità di assorbimento da parte di questi pigmenti nei confronti delle varie lunghezze d’onda è necessaria per la scelta della sorgente. Il trattamento dei tatuaggi comprende sempre un numero variabile di sedute.
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